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Nel secondo episodio di "Entre Deux Vins", il podcast di Oeni, Marielle Cazaux, Direttrice Generale di Château La Conseillante a Pomerol, ha condiviso la sua visione del vino, dell’evoluzione delle pratiche viticole e del suo straordinario percorso nel mondo del vino.
L’importanza del tempo lungo nel lavoro della vigna
Nel secondo episodio di "Entre Deux Vins", il podcast di Oeni, Marielle Cazaux, Direttrice Generale di Château La Conseillante a Pomerol, ha condiviso la sua visione del vino, dell’evoluzione delle pratiche viticole e del suo straordinario percorso nel mondo del vino.
Il lavoro in vigna è un processo lungo e meticoloso, e Marielle Cazaux lo sottolinea con umiltà. "Quando si lavora sul vegetale, è un tempo lungo", spiega. Questo si riflette nell’evoluzione progressiva delle annate, in particolare il 2015 e il 2016, che hanno segnato una svolta nel suo lavoro a Château La Conseillante. Eppure, lo ribadisce: "Non ho ottenuto risultati solo grazie al mio lavoro, ma grazie al lavoro di un’intera squadra". La vite, fragile e complessa, richiede attenzione costante e molta pazienza. Se non è al riparo da tutte le insidie climatiche, diventa progressivamente più resistente grazie a pratiche rispettose e adeguate.
Un percorso personale d’ispirazione
Marielle Cazaux, originaria delle Landes e figlia di agricoltori, non è cresciuta tra le vigne, ma ha sviluppato molto presto una passione per l’agricoltura e il vino. "Mio padre mi ha introdotta al vino", racconta con tenerezza. Questa passione familiare è stata rafforzata da un lavoro instancabile e dalla fiducia nel valore dell’impegno. "Pensavo che non si potesse riuscire senza un nome, senza relazioni. Era falso", confida, rivelando il suo impegno senza compromessi nel salire i gradini del mondo vitivinicolo. Il suo arrivo a Château La Conseillante come direttrice tecnica ha segnato un nuovo capitolo della sua carriera, evolvendosi poi fino a diventare direttrice generale.
Il ruolo del vignaiolo e la filosofia di lavoro a Château La Conseillante

L’intervista affronta anche la questione del ruolo del vignaiolo nella creazione di un grande cru. Marielle insiste sull’importanza dell’umiltà di fronte a questo "capolavoro" che sono la vite e il vino. Secondo lei, il vignaiolo deve saper ascoltare la terra e il vegetale, e deve mostrarsi al tempo stesso creativo e rispettoso nelle sue scelte. Dal 2016, a Château La Conseillante sono stati apportati numerosi cambiamenti, in particolare il passaggio a pratiche più rispettose dell’ambiente, come l’introduzione della biodinamica e di metodi di coltivazione più naturali.
Il cambiamento del sistema di potatura e l’utilizzo di coperture vegetali hanno permesso di ottimizzare la gestione della vigna. "Abbiamo reintrodotto più biologico, la biodinamica, e produciamo i nostri biofertilizzanti", sottolinea Marielle con entusiasmo. Queste innovazioni mirano a rispettare il ciclo naturale della vite e a migliorare la qualità dell’uva, limitando al tempo stesso l’impatto ambientale.
Collaborazione e solidarietà nel cuore di Pomerol
Un altro aspetto interessante dell’intervista riguarda l’aiuto reciproco all’interno della regione viticola di Pomerol. "A Pomerol c’è una forte solidarietà, la gente non lo sa", racconta Marielle. Sottolinea la collaborazione tra i vignaioli della zona, che condividono risorse e competenze per superare le sfide, in particolare quelle legate al gelo. Per esempio, cita una collaborazione con Juliette de l’Évangile per proteggere le vigne dal gelo grazie a un aerogeneratore condiviso. "Ci prestiamo trattori, trinciatrici, e facciamo insieme riunioni tecniche", aggiunge, mettendo in evidenza l’importanza della cooperazione nel successo collettivo.
Le annate: un profumo d’eccezione

Infine, l’intervista si conclude con una discussione sulle annate recenti. Marielle si mostra entusiasta quando parla dell’annata 2019, che descrive come "estremamente cremosa". Secondo lei, il 2019 restituisce un’espressione pura del terroir di Pomerol, con una texture carnosa e una morbidezza propria del merlot, il vitigno simbolo della regione. Difende però anche l’annata 2020, che considera "un po’ più in alto", sottolineando la diversità e la complessità dei vini prodotti a Château La Conseillante.
Conclusione
Attraverso questa intervista, Marielle Cazaux ci svela un volto umano e profondamente rispettoso del vino e del terroir. Il suo percorso d’ispirazione, la sua visione del lavoro a lungo termine e la sua capacità di innovare restando fedele alla tradizione fanno di Château La Conseillante un esempio di successo nel mondo del vino. Un’intervista da non perdere per tutti gli appassionati di vino e di agricoltura sostenibile.
Potete ascoltare l’episodio completo del podcast "Entre Deux Vins" per scoprire più nel dettaglio la storia e la filosofia di Marielle Cazaux.
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